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Il “Testo Unico Salute e sicurezza sul lavoro” si compone di 303 articoli, 12 Titoli e 50 allegati. Con la sua approvazione definitiva viene abrogato il dlgs 626/94. Nel nuovo testo sono infatti comprese tutte le norme già presenti del decreto del 1994, oltre ovviamente a una serie di altre misure che già esistono in materia di cantieri, vibrazioni, segnaletica, rumore, amianto, piombo. Dopo il passaggio in commissione Lavoro alla Camera, sono concessi 90 giorni per l'adeguamento alle nuove norme. Qui di seguito le principali novità.

Abrogazione delle seguenti norme:

  • DPR 27 aprile 1955, n. 547;

  • DPR 7 gennaio 1956 n. 164;

  • DPR 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione per l'articolo 64;

  • D. Lgs. 15 agosto 1991, n. 277;

  • D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626;

  • D. Lgs. 14 agosto 1996, n. 493;

  • D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 187;

  • art. 36 bis, commi 1 e 2 del D. L. 4 luglio 2006 n. 223

  • art.2, 3, 5, 6 e 7 della L. 3 agosto 2007, n. 123

  • Non risulta abrogato il D.Lgs. 195/06 (Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici - Rumore - ). Non risultano ne abrogati ne recepiti alcuni Decreti del Presidente della Repubblica collegati al D.P.R. 547/55 quali:

    D.P.R. 320/56 (lavori in sotterraneo); D.P.R. 321/56 (lavori in cassoni in aria compressa); D.P.R. 323/56 (lavori negli impianti telefonici); D.P.R. 302/56 (fabbricazione e uso di esplosivi).

  • Altro:

  • ampliamento campo di applicazione (oggettivo e soggettivo)

  • rafforzamento prerogative di RLS, RLST e RLS di "sito" (es. cantieri)

  • coordinamento attività di vigilanza

  • finanziamento azioni promozionali private e pubbliche

  • definizione ruoli e compiti degli Istituti/Enti (INAIL, ISPESL, ecc.)

    •  

    Sanzioni. In base ai criteri indicati dalla legge delega 123/2007 è stata prevista la pena dell’arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non effettua la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività ad elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di inadempienza, il decreto legislativo prevede, invece, che al datore di lavoro si applichi la sanzione dell’arresto alternativo all’ammenda o della sola ammenda, con un’attenta graduazione delle sanzioni in relazione alle singole violazioni. Per favorire l’adeguamento alle disposizioni indicate dal decreto legislativo, all'imprenditore che si metta in regola non è applicata la sanzione penale, ma una sanzione pecuniaria. Il datore di lavoro che cominci ad eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all’obbligo violato ottiene, nel primo caso, una riduzione della pena, nel secondo caso la sostituzione della pena con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 euro a un massimo di 24.000. Ovviamente tale possibilità è esclusa quando il datore di lavoro sia recidivo o si siano determinate, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro con danni alla salute del lavoratore. Restano inalterate le norme del codice penale (estranee all’oggetto della delega) per l’omicidio e le lesioni colpose (articolo 589 e 590) causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. 

    Infortuni mortali. In caso di colpa dell'azienda in un infortunio con feriti o morti, vengono applicati ai responsabili sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro e la sospensione dell'attività. Scattano inoltre l'interdizione alla collaborazione con le P.A. e alle partecipazioni ai pubblici appalti e gare d'asta, nonché le relative imputazioni penali.

    Lotta al sommerso. Gli ispettori possono disporre, in caso di violazioni gravi, la sospensione dell'attività imprenditoriale. In particolare, questo provvedimento scatta quando in un'azienda risultino “al nero” oltre il 20 per cento dei lavoratori, vengano violate ripetutamente le misure di riposo o si riscontrino violazioni che espongono i lavoratori al rischio di caduta dall'alto, seppellimento, folgoramento, incendio, amianto. La sospensione termina con la regolarizzazione dei lavoratori e l'eliminazione delle situazioni di rischio. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l'arresto fino a un anno.

    Precari tutelati. Ampliamenti del campo di applicazione delle disposizioni, ora riferite a tutti coloro che, a qualunque titolo, operano in azienda, senza alcuna differenza di tipo formale e di contratto: precari, autonomi, lavoratori a domicilio e a distanza, a progetto e interinali.

    Rls e Rlst. Rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori territoriali (che operano su base territoriale o di comparto produttivo in assenza di Rls aziendali). Creazione di un Rappresentante di sito produttivo, che sarà presente nelle realtà più complesse e pericolose, come i porti.

    Coordinamento della vigilanza. Le attività di vigilanza saranno coordinate per ottimizzare risorse, eliminare sovrapposizioni e migliorare l'efficienza degli interventi. Creazione di un sistema informativo pubblico, cui parteciperanno anche le parti sociali, per condividere e rendere note le notizie sugli infortuni e le ispezioni, ma anche per indirizzare le azioni pubbliche.

    Finanziamenti. Stanziati nuovi fondi per azioni promozionali e d'informazione, sia private sia pubbliche, sulla sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, che prive di una rappresentanza sindacale sono quelle in cui si verifica la maggior parte degli infortuni. Previsto anche l'inserimento della materia nei programmi scolastici e universitari.

    Istituito il libretto sanitario e di rischio personale per ogni lavoratore

    DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n.81 Download:

    Ultime Novità:

    DECRETO CORRETTIVO  - 12 maggio 2009 Download:

     

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